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L’obbligo del Green Pass sul luogo di lavoro. Soluzioni e problematiche incontrate dal Gruppo AVR

Ancora una volta l’impianto di stoccaggio e trattamento dei rifiuti del Gruppo AVR ha fatto da scenografia e caso di studio per un tema di grande attualità. Lo scorso 15 ottobre infatti, data in cui è entrato in vigore l’obbligo del Green Pass per l’accesso ai luoghi di lavoro, la sede di AVR di Guidonia Montecelio (Roma) è stata presa come modello dalla Rai che, attraverso la troupe del TG3, ha raccolto informazioni relative al mondo dei rifiuti e dell’economia circolare e analizzato le soluzioni e le problematiche riscontrate dall’azienda durante questa prima scadenza. Quello che l’Italia sta vivendo oggi è, a tutti gli effetti, un momento storico importante e significativo che trasformerà la quotidianità dei lavoratori e permetterà, ad oltre 60 milioni di italiani, di tornare a una presunta normalità e di far ripartire l’economia.

La disponibilità messa in campo da aziende come AVR, caratterizzate da una forte componente operativa, non è stata scontata e indolore. La presenza prevalente di personale operaio, impegnato in cantieri fuori sede, spesso anche su turni, è stato un primo ostacolo alla organizzazione razionale dei controlli previsti dalla nuova norma. Accanto a questi nuovi adempimenti, l’attenzione dell’azienda sta rimanendo alta sull’ancora indispensabile rispetto delle misure preventive (mascherine e distanziamento), affievolita dal grande peso oggi assegnato dal possesso del certificato verde che sappiamo, però, da solo non esaurisce il rischio di contagio. Il Gruppo AVR ha quindi operato per implementare modalità di controllo dei certificati di vaccinazione e seguito scrupolosamente la normativa rendendosi disponibile a mostrare e comunicare ogni processo. La sede di Guidonia Montecelio è diventata lo scenario ideale in cui raccontarle.

L’impianto in questione è una struttura complessa costruita dalla Famiglia Nardecchia per accrescere la catena dell’economia circolare e per dare un futuro alle esigenze di energia e di nuove materie prime seconde della popolazione e del territorio. L’impianto utilizza infatti una tecnologia chiamata Soil-Washing, unica nel suo genere nel centro-sud Italia, in grado di trasformare i rifiuti provenienti dallo spazzamento stradale in sabbia, ghiaia e ghiaietto. Elementi importanti e necessari ad esempio al settore dell’edilizia. Oggi la linea dedicata allo spazzamento stradale è in grado di recuperare l’85% dei rifiuti in ingresso mentre per il restante 15% di scarto la destinazione è l’impianto TecnoRiciclo Ambiente S.r.l. (parte del Gruppo AVR) capace di trasformare oltre il 90% del prodotto in CSS, combustibile per i termovalorizzatori e i cementifici Europei. Un esempio quasi perfetto di economia circolare e di virtuosità imprenditoriale che lascia spazio solo al miglioramento.

Presso l’impianto, per informare rispetto alle modalità messe in atto per regolamentare gli ingressi con Green Pass in azienda, erano presenti il Responsabile del settore Ambiente e il Responsabile delle Risorse Umane del Gruppo AVR. Due figure fondamentali per l’azienda che, lavorando a braccetto, sono riuscite a rendere operativo un modello complesso. L’Avv. Generoso Perna, dal 2018 parte del Gruppo AVR dove ha preso inizialmente in carico la gestione delle relazioni industriali con le Organizzazioni Sindacali, della contrattualistica aziendale e del contenzioso del lavoro del personale dell’area Centro Sud, e dalla fine 2019 Responsabile delle Risorse Umane, ha spiegato come l’azienda sia intervenuta, per tutto il corso dell’emergenza sanitaria, fornendo ai dipendenti gli strumenti necessari ad evitare il contagio. Si è ragionato sempre in una logica di crescita garantendo a tutti le protezioni adeguate e quando possibile si è ricorsi al tele-lavoro. Sono stati messi a disposizione:

  • Oltre 3.000 tamponi a garanzia dei dipendenti e del lavoro;
  • Distribuite 250.000 mascherine chirurgiche e 20.000 ffp2;
  • Forniti oltre 2.000 litri di gel sanificante;
  • Acquistati 80 sanificatori per le sedi;
  • Acquistati 565 tra termometri e termoscanner;
  • Eseguiti 2.400 interventi di sanificazioni degli ambienti di lavoro;
  • Eseguite 160.000 sanificazioni di mezzi e attrezzature;
  • Distribuite 2.200 tute monouso per igienizzazioni/lavaggi mezzi;
  • Fornite 150 schermature in plexiglass per gli uffici;
  • Fornita possibilità di tele-lavoro per il 70% dei dipendenti d’ufficio.

Grazie a queste cautele, il virus è entrato anche in AVR ma con un tasso contenuto entro il 6% delle 2.500 risorse, con prevalenza di contagi nel settore dell’igiene urbana e nelle regioni Puglia, Calabria e Toscana. Nonostante i contagi, le quarantene preventive e gli isolamenti fiduciari, l’azienda ha continuato a lavorare anche nei periodi di maggiore difficoltà e restrizioni, garantendo il pubblico servizio in tutti i contratti in corso. Oggi, giunti ad una situazione di maggior controllo dell’emergenza sanitaria, AVR si trova nuovamente di fronte a questa ulteriore sfida per garantire una sempre maggiore sicurezza sul luogo di lavoro: il Green Pass obbligatorio.

Malgrado la poca chiarezza e la mutevolezza della normativa, il Gruppo si è messo ancora una volta in gioco e ha lavorato al fine di permettere a tutti i suoi dipendenti di prendere servizio senza dubbi o incertezze in merito. A fronte di un chiarimento preventivo delle modalità di accesso al luogo di lavoro, i lavoratori indecisi o non vaccinati hanno prenotato il siero e/o i tamponi, permettendo ad AVR di ridurre al minimo le mancanze provocate da chi fosse sprovvisto del certificato verde. Nonostante ciò il Gruppo ha comunque dovuto affrontare alcune assenze non previste che hanno avuto una incidenza negativa sull’organizzazione dei servizi erogati: l’azienda si avvale di manodopera specializzata di difficile sostituzione e che necessita continui corsi di formazione ad hoc; pertanto assenze, per quanto prolungate, non possono comunque essere tamponate con nuove assunzioni in organico. A rendere ancora più complessa l’organizzazione, la necessaria esecuzione quotidiana di controlli è l’impossibilità di registrare i nominativi dei dipendenti con Green Pass dopo la prima verifica. Questa soluzione di discontinuità ha obbligato l’azienda ad istituire un punto di verifica ad ogni accesso aziendale che ha sottrae tempo ed energia alle attività produttive ed all’efficacia dei servizi. Quest’ultima difficoltà si aggiunge alla moltiplicazione del lavoro di molti degli uffici centrali che, da inizio pandemia, sono stati costretti a ridurre le ore dedicate alle attività ordinarie per far fronte alle sempre nuove normative Covid-19 emesse dal Governo, analizzarle, studiarle e dare indicazioni ai colleghi, alla direzione ed ai sindacati rispetto alle novità.

Oggi quello che vediamo all’impianto di Guidonia Montecelio e in tutte le altre sedi del Gruppo AVR, è il risultato di un lavoro condiviso e funzionale a rendere ogni processo snello ed efficiente. L’azienda è riuscita ad ottenere questo risultato grazie allo sforzo di tutti i suoi dipendenti che, in modo diverso, hanno supportato e accettato i cambiamenti, la normazione continua e le restrizioni imposte dal Governo. Uno sforzo importante che i lavoratori del Gruppo AVR continuano a fare con costanza e abnegazione per mantenere alta la bandiera del lavoro e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Questa modalità è la forza che contraddistingue il Gruppo e ciò che gli permette di proseguire e crescere, verso domani.

Per visionare il reportage del TG3 Fuori TG posizionarsi al minuto 3:00