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AVR partecipa all’European Congress of Local Governments organizzando un dibattito sulle società in house

AVR ha partecipato, in veste di partner e organizzatore insieme ad altre grandi società di diversi settori, da Philips a Veolia, al IV European Congress of Local Governments che si è tenuto a Cracovia il 26 e 27 aprile 2018.

Il Forum è una piattaforma di incontri che ha come obiettivo il confronto tra pubbliche amministrazioni, organizzazioni non governative e imprese private che rappresentano città e regioni europee sui temi sociali, politici ed economici, temi che hanno un significativo impatto non solo sulle politiche e le economie locali ma anche su quelle dell’intero continente. In questo periodo difficile le città e le regioni sono quel “rifugio” dell’Europa che richiede unità e solidarietà, la cui cooperazione passa per alcuni capisaldi che sono stati alla base del programma dei due giorni: finanza, economia, innovazione, ambiente, servizi.

AVR ha organizzato uno specifico incontro, nell’ambito della sezione tematica ambiente, con focus sulle società in house e gli affidamenti dei servizi di igiene urbana, dove sono stati approfonditi aspetti legali e pratici sotto l’indirizzo di Marcin Żurek, responsabile dell’Ufficio Legale di AVR S.A., che ha moderato l’incontro e gli interventi dei seguenti relatori: Ryszard Nowak, Sindaco di Nowy Sącz (dove AVR si occupa della manutenzione del verde e la gestione dello spazzamento manuale e meccanizzato) e Deputato del parlamento polacco, Bogdan Artymowicz, Direttore del Dipartimento Legale dell’Ufficio per gli appalti pubblici, Wojciech Wandzel dello Studio KUBAS KOS GAŁKOWSKI, Karol Wójcik, Responsabile del Dipartimento per la programmazione dell’Associazione dei datori di lavoro nel settore della gestione rifiuti in Polonia. A portare le conclusioni il Presidente del gruppo AVR Claudio Nardecchia, che dopo le osservazioni di ognuno in merito allo stato dell’arte in Polonia, ha fatto una panoramica sulla situazione italiana anche in relazione all’ordinamento comunitario e portato il suo punto di vista.

Dalla discussione è emerso che in Polonia esistono tuttora problemi giuridici e dubbi terminologici soprattutto a seguito dei recenti emendamenti del Codice dei Lavori Pubblici polacco (2016) che ha introdotto il modello della società in house. Se ai soggetti pubblici viene riconosciuta la piena libertà di organizzare la prestazione dei servizi nel modo ritenuto più opportuno, il Legislatore Europeo, con le Direttive del 2014, ha confermato la necessità di abbattimento delle barriere che impediscono agli operatori l’accesso al mercato libero. Allo stato attuale in Polonia ciò funziona solo nella teoria, anche per la relativa novità del tema nel Paese, dove ci sono carenze giurisprudenziali che non aiutano a stabilire come interpretare le due libertà, quella della libera amministrazione delle società pubbliche e quella della libera concorrenza. Ad oggi, ci sono solo sette sentenze della Camera d’appello polacca, di cui due riguardano proprio AVR, e non sono sufficienti a tutelare la concorrenza essendoci ancora troppo potere interpretativo nel contesto locale con conseguente carenza di recepimento delle normative.

Claudio Nardecchia ha quindi spiegato la differente situazione in Italia, dove la discussione sul modello in house è ormai storica. Una delle pietre miliari della giurisprudenza europea è la sentenza della Corte di Giustizia italiana sul caso Teckal del 1999, che ha indebolito il sistema. In Italia si sono succedute diverse fasi negli ultimi 40 anni: gli anni ‘80-’90 sono stati caratterizzati da una rilevante forza del sistema in house. Proprio in concomitanza della citata sentenza si è verificato un indebolimento della forza dell’in house e la tendenza dell’ordinamento italiano nonché della giurisprudenza amministrativa a mettere l’in house come terza via e via residuale, considerando via principale la gara pubblica e ammettendo il ricorso all’in house solo nel momento in cui la gara non fosse andata a buon fine e quindi nel caso di un cosiddetto fallimento del mercato. In quella fase i principi del Trattato ritenevano che la concorrenza fosse principio e bene sovraordinato ad altri tipi di interesse e quindi il mercato andasse tutelato per primo. Questo indebolimento non ha comunque portato nel decennio successivo le amministrazioni, soprattutto le grandi, ad abbandonare il modello, che negli ultimi 10 anni ha riguadagnato forza in Italia soprattutto a seguito del referendum 2011, che ha legittimato il favore verso l’in house, e la riforma e revisione dei principi del Trattato, che ha posto la concorrenza in posizione subordinata all’autonomia organizzativa degli Stati o degli Enti. Il principio dell’in house ne è uscito rafforzato e oggi le grandi città italiane sono così gestite, Milano Roma Torino Bologna Genova Napoli, con in house puro o derivato.

In conclusione il pensiero del nostro Presidente e una battuta per il Sindaco di Nowy Sacz, il quale ha affermato con forza la sua convinzione nei confronti dell’applicazione del modello dell’in house e la libertà della sua amministrazione di organizzarsi nel modo ritenuto più efficace. “Complimenti per la determinazione con cui difende gli interessi e i programmi della città e grazie per le parole di apprezzamento verso AVR. Mi permetto però di dire che fare l’interesse sociale, che è uno dei primi obiettivi di un amministratore pubblico, vuol dire fare gli interessi di tutti gli attori in gioco, dare a tutti gli operatori del mercato (imprese e persone che ci lavorano) una opportunità di giocarsela e che vinca il migliore, privato o pubblico. Questa credo sia la maniera migliore per fare l’interesse della comunità e per consentire il miglior prezzo possibile alla maggior quantità possibile, le migliori  tecnologie e quindi la migliore qualità. I cittadini fanno parte in modo molto organico di questo processo, avendo il diritto e l’interesse ad avere assicurati servizi adeguati con la giusta proporzione tra qualità e prezzo, con la concomitante tutela dell’interesse sociale. Le opportunità che il mercato può offrire, con il rischio che l’azienda pubblica in questo caso possa essere soccombente, portano per il sistema risultati, nel tempo maggiormente sostenibili, e significano miglioramento e una spinta verso il futuro, le migliori tecnologie e i migliori servizi.”