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AVR nell’emergenza COVID-19. Orgogliosi di non esserci fermati

Ce ne parlano l’Ufficio Ambiente Sicurezza e Sistemi di Gestione e l’Ufficio Risorse Umane

Non solo non ci siamo fermati, ma la necessità di continuare a operare tutelando i dipendenti che con dedizione e coraggio hanno continuato a recarsi sui luoghi di lavoro ha portato a un duro lavoro degli uffici centrali e in particolare di quelli preposti alla sicurezza e alla gestione delle risorse umane.

“L’azienda ha sentito l’esigenza di dare un abbraccio almeno virtuale a tutti i suoi dipendenti e di farli sentire al sicuro sul posto di lavoro”, ci ha raccontato il collega Sergio Tramontano dell’Ufficio Sicurezza. “È stato questo l’obiettivo che ci ha animato, soprattutto nelle prime settimane di paura, incertezza sul presente e sul futuro, su cosa fosse consentito fare e cosa no, cosa giusto per sostenete il nostro Paese e cosa pericoloso per se stessi e per la comunità”.

AVR eroga servizi pubblici essenziali che non potevano e non possono essere interrotti. In un equilibrio così precario, con regole soggette a frequenti aggiornamenti tanto nella previsione nazionale che nella declinazione locale, AVR non si è mai fermata. “D’altra parte, AVR è Domani”, ci ricorda Roberto Fusaro, Responsabile dell’Ufficio Ambiente Sicurezza e Sistemi di Gestione. E anzi, il lavoro di molti degli uffici centrali si è moltiplicato al punto da concentrare tutte le attività ordinarie in poche ore finali della giornata, quelle che restavano dopo ore di studio, indicazioni, conforto ai colleghi e confronto costante con i vertici aziendali, con le organizzazioni sindacali.

*immagine da archivio pre Covid-19

È stato un periodo di forte pressione, sia dal punto di vista della tensione lavorativa sia sul piano personale ed emotivo, per conciliare la tutela dei dipendenti con la necessità di proseguire riorganizzandosi nel più breve tempo possibile. Da questa drammatica vicenda possiamo però dire di aver tratto nuovi insegnamenti: abbiamo imparato a ottimizzare il nostro tempo, a digitalizzare la nostra attività e a volte anche la nostra presenza, a relativizzare e a comunicare e collaborare meglio e più di prima. Proprio durante la frenetica corsa per accaparrarsi i dispositivi di protezione individuale, abbiamo scoperto una rinnovata capacità di essere uniti, con una direzione e regia uniche. “Se non teniamo un comportamento di reciprocità nell’adozione dei protocolli anti-contagio non usciremo rapidamente da questa situazione. Fuori e dento l’azienda, dobbiamo lavorare di più come collettivo. Occorre aderire a un comportamento comune, mettere da parte l’individualismo, sentirsi parte di un gruppo”, ci dice Sergio Tramontano.

“Successivamente all’8 marzo, nell’immediato abbiamo lavorato in simbiosi tra uffici sicurezza e risorse umane. Pur rischiando il contagio abbiamo sentito la necessità per primi di garantire fisicamente il presidio ogni giorno: solo unendo le forze si riesce a gestire una situazione tanto critica”, prosegue Roberto Fusaro. Generoso Perna, Responsabile Ufficio Risorse Umane, sottolinea come “la nostra azione è stata tempestiva, ci siamo mossi in modo organico e in concomitanza con le decisioni notturne prese dai nostri governatori. Sono state attivate immediatamente le tutele connesse con la pandemia, mettendo in quiescenza dipendenti con condizioni di salute vulnerabili e categorie protette con stati di salute potenzialmente vulnerati dall’emergenza sanitaria in corso. I dipendenti le cui attività erano state momentaneamente ridotte o sospese hanno potuto accedere all’utilizzo delle ferie prima ancora che alla cassa integrazione, al fine di mantenere intatta la retribuzione, seppur con maggiori oneri per l’azienda stessa. Le linee guida immediatamente comunicate, spesso anche in anticipo sui tempi, hanno trovato corrispondenza nei provvedimenti presi nei giorni seguenti: siamo stati sotto molti profili all’avanguardia perché le precauzioni adottate sono state confermate dalle interpretazioni successive”. E si sofferma su due concetti: approccio psicologico e presenza in prima linea. “Il dover fronteggiare in modo tempestivo tante nuove difficoltà ha consentito lo sviluppo di un vero team building, a tutti i livelli e con l’abbattimento delle barriere gerarchiche”. Lavoro di squadra che è stato fondamentale per la prosecuzione delle attività, portato avanti sia dai colleghi che, senza limiti e con coraggio, hanno continuato a garantire la loro presenza, sia dai colleghi in smart working, pari a circa il 70% del personale impiegatizio amministrativo.

*immagine da archivio pre Covid-19

Con orgoglio possiamo affermare che i nostri servizi non si sono fermati, e laddove abbiamo creduto fosse importante abbiamo deciso di prenderci la responsabilità di proseguire anche quando l’interpretazione dei codici Ateco non era immediatamente chiara, evitando le conseguenze ancor più gravi della sospensione di alcune attività manutentive e di pubblica sicurezza. In effetti, a livello operativo non solo le nostre attività dovevano proseguire senza interruzione ma a quanto già previsto si sono aggiunti ulteriori incarichi, in alcuni casi del tutto nuovi come la raccolta differenziata presso gli utenti contagiati o in quarantena, presso i presidi ospedalieri dedicati all’emergenza, con la conseguente necessità di formare risorse già operanti al nuovo tipo di mansione, e dotare le squadre di nuovi dispositivi di protezione individuale, spesso introvabili, per garantire l’operatività in piena sicurezza.

*immagine da archivio pre Covid-19

“Abbiamo messo in campo ogni più adeguata azione di addestramento per accompagnare i nostri dipendenti a fare la cosa giusta, anche nelle cose più semplici come lavarsi le mani o come maneggiare la mascherina. Inizialmente si avvertiva una forte paura: chi veniva in sede si sentiva svantaggiato rispetto a chi era rimasto a lavorare da casa”, ricorda Sergio Tramontano. Ma la fedeltà alla mission aziendale, la volontà di essere presenti per garantire proprio quel “domani” che ci rappresenta, ha vinto sulla paura. E ha vinto sul contagio proprio grazie alle misure di precauzione che sono state inserite fin da subito. L’Amministratore Delegato Claudio Nardecchia ha riconosciuto questa fedeltà e sin da subito ha deciso di premiarla.

“In una situazione così complessa il Gruppo si è ulteriormente distinto per atteggiamento resiliente, come la stabilizzazione a Benevento di 180 lavoratori (disoccupati di lungo periodo della Regione Campania in condizioni disagiate), dove pur potendo optare per la risoluzione del rapporto di lavoro o la cassa integrazione, abbiamo trasformato a tempo indeterminato i contratti di lavoro, per dare un messaggio di speranza e di ripresa”, sottolinea Generoso Perna. Un traguardo importante per tutti.

 

Cogliamo di nuovo l’occasione per ringraziare i nostri dipendenti che hanno saputo adattarsi da subito alla nuova contingenza e hanno prestato ininterrottamente il proprio operato, dimostrando impegno, generosità e fiducia, per far sì che il gruppo non si fermasse.