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AVR al DEMS di Palermo: un caso di studio per illustrare il percorso di rafforzamento del sistema dei controlli interni dell’azienda con l’introduzione del Modello 231

6 dicembre 2021

AVR è stata Protagonista del Seminario “Il percorso di compliance a supporto dello sviluppo delle PMI: il ruolo del Sistema di Controllo Interno e dei Modelli di organizzazione d.lgs. 231/2001”, organizzato dall’Università degli Studi di Palermo - Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali (DEMS). Nell’ambito di un pomeriggio di approfondimento rivolto agli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Scienze delle Amministrazioni e delle Organizzazioni Complesse Curriculum Compliance, Sviluppo Aziendale e Prevenzione del crimine, il Gruppo AVR è stato presentato dal Direttore di Dipartimento, Prof. Costantino Visconti come un caso di studio a livello nazionale sui benefici che l’introduzione di un sistema di compliance, in grado di ascoltare i bisogni della produzione, può apportare a un’azienda in termini di capacità sia di cogliere le opportunità offerte dal mercato, sia di fronteggiare i rischi insiti nella natura stessa dell’attività d’impresa. Un percorso di compliance a effettivo supporto del business e in grado di arricchire l’azienda deve infatti focalizzarsi sulle caratteristiche proprie di ogni singola società, sul suo settore di attività e con lo sguardo orientato al futuro: un sistema dei controlli si traduce in valore aggiunto per l’azienda proprio quando è in grado di guidare l’impresa nei rischi associati al suo percorso di sviluppo. Da ciò deriva una concezione di “gestione del rischio” che non ha più solo un’accezione negativa ma anche una positiva: un supporto nell’intercettare nuove opportunità, come sottolineato dal Prof. Enzo Bivona, Responsabile scientifico del corso. Se infatti, da un lato, i rischi connaturati nell’attività di impresa non possono essere del tutto annullati, dall’altro lato, occorre rendere l’azienda capace di affrontarli in modo integrato soprattutto a fronte del sempre più ampio corpus normativo volontario ed obbligatorio che si è andato formando negli ultimi anni (anticorruzione, sicurezza sui luoghi di lavoro, tutale ambientale, responsabilità sociale, qualità ecc.) che, se non correttamente, gestito può portare un’inefficiente ed inefficace moltiplicazione dei presidi di controllo. La sfida che viene proposta alle aziende è quindi quella di costruire un sistema integrato di gestione del rischio che sia di supporto e non di ostacolo all’attività produttiva e che tenga conto di obiettivi di medio e lungo termine, investendo tutte le aree di operatività dell’azienda, nonché tutte le figure aziendali.

Ha quindi preso la parola il Dott. Claudio Nardecchia, Amministratore Delegato del Gruppo AVR, che ha proposto ai partecipanti i propri spunti di riflessione da imprenditore raccontando in prima persona la fase di sviluppo del Gruppo AVR, le strategie seguite e i rischi ad esse connessi. AVR ha affrontato da sempre un percorso di sviluppo sostenibile della propria attività, con una crescita organizzativa e di fatturato, improntata, sin dal principio, su due direttrici fondamentali: l’ambito merceologico e l’ambito geografico. Se di fatti la crescita è stata inizialmente dettata da un percorso di espansione geografica e diversificazione merceologica, successivamente l’azienda ha promosso un’azione di specializzazione e penetrazione geografica/di mercato perseguendo l’obiettivo di creare una società policentrica in cui tutte le sedi sono in possesso di una propria identità e stabilità (sempre in un’ottica di sviluppo sostenibile e duraturo). Questa stessa logica caratterizzerà anche il futuro percorso di sviluppo del Gruppo che, per le sue attuali dimensioni, necessita di una revisione della sua struttura organizzativa verso una societarizzazione dei mercati in cui opera al fine di affrontare in modo professionale e qualitativo ogni mercato e avere una migliore identificazione e gestione del rischio/opportunità per singolo mercato/contesto/entità giuridica. Il Dott. Nardecchia ha infatti proseguito il suo intervento sottolineato come lo sviluppo sostenibile non sia direttamente collegato alle dimensioni aziendali: in un mondo che richiede un approccio sempre più professionale, le modalità e la qualità con cui si svolgono le proprie attività produttive sono più rilevanti rispetto alla sola quantità. Un buon sistema di prevenzione e protezione dei rischi deve infatti potenziare i sistemi organizzativi aziendali nelle fasi di crescita al fine di favorire lo sviluppo sostenibile e al tempo stesso far trovare l’azienda pronta nel momento in cui deve fronteggiare eventuali difficoltà che inevitabilmente si presentano nel ciclo di vita di un’impresa.

Le difficoltà affrontate dal Gruppo AVR nel biennio 2019-2020, dopo circa venti anni di crescita quasi interrotta, hanno infatti messo in evidenza la necessità di rafforzare la struttura aziendale e, come illustrato dalla Dott.ssa Elisa Moretti, Responsabile del Reparto Organizzazione, processi e controllo interno di AVR, sono alla base dei motivi che hanno portato verso l’introduzione di un Modello 231 in grado di rafforzare il sistema dei controlli interni già presente ma che non si era dimostrato del tutto efficace. La Dott.ssa Moretti ha descritto poi le principali fasi del progetto svolto in collaborazione con il DEMS, per creare un sistema capace di individuare le azioni/attività necessarie a rendere il modello non solo fatto bene sulla carta, ma anche calato sull’effettiva realtà del Gruppo e quindi concretamente efficace nella prevenzione dei rischi specifici connessi all’attività d’impresa. Al tempo stesso è necessario che il percorso intrapreso diventi un processo di miglioramento continuo svolto in collaborazione con le principali figure aziendali, in quanto l’azienda è un sistema dinamico che evolve nel tempo. Anche il modello deve quindi essere in grado di evolvere di pari passo con lo sviluppo aziendale, affinché possa essere considerato un valido strumento a supporto e sostegno del business. Un elemento fondamentale perché il percorso di compliance sia effettivamente a sostegno dello sviluppo aziendale è soprattutto il coinvolgimento delle persone: le aziende in generale, e AVR in particolare, sono fatte innanzi tutto di #PERSONE: i dirigenti, i responsabili, gli impiegati e gli operai devono essere portati “a bordo del modello”, devono essere consapevoli delle aree di rischio associate alle attività che svolgono e devono maturare la convinzione che i sistemi di controllo introdotti siano in grado di prevenire efficacemente tali rischi e garantire quindi all’azienda e a tutti i suoi dipendenti un #DOMANI SOSTENIBILE e DURATURO.


L’incontro si è concluso con un dibattito tra i presenti, tra cui anche i rappresentanti dell’Impresa Bacchi S.r.l. quali invitati come altro caso di studio, introdotto dalle considerazioni della Dott.ssa Roberta Genovese, laureata in Compliance, Sviluppo aziendale e prevenzione dei crimini di impresa e inserita nell’organico di AVR per supportare il processo di riorganizzazione aziendale a seguito della redazione e implementazione del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo di AVR. La Dott.ssa Genovese ha, in un primo momento, affermato di essere riuscita a mettere in pratica gli insegnamenti, seppur teorici, appresi durante gli anni di studio dedicandosi, durante i mesi pregressi di tirocinio extracurriculare, alla redazione del Modello 231, ponendo maggiore attenzione, in un secondo momento, sull’importanza di una efficace implementazione dello stesso. Implementazione che si concretizza con attività di comunicazione e informazione verso tutti i soggetti dell’azienda. Solo così è possibile iniziare a un nuovo cammino verso quel cambiamento della cultura organizzativa in essere nel Gruppo, che sia più solida, strutturata e orientata allo sviluppo aziendale nel medio-lungo termine.